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Imposta di Soggiorno e Marketing: si può fare!

Oltre a non arrabbiarci parlando di Imposta di soggiorno, proveremo anche a non perderci nelle tabelle di esenzioni, abbuoni, riduzioni, limitazioni, localizzazioni, periodi, categoria ricettiva, applicazione in % o in valore assoluto e tutte le altre eccezioni che ogni Comune ha avuto l’accortezza di applicare in maniera diversa l’uno dall’altro. Ma per questo vi sarà di aiuto il vostro software gestionale alberghiero (che sappia però almeno gestire tutta la procedura).

Ad oggi siamo intorno ai 500 Comuni che hanno adottato l’imposta di soggiorno (compresa una piccola % che applica l’imposta di sbarco) con un gettito complessivo pari a 175 milioni relativi alla raccolta del 2012 e una stima per il 2013 che si aggira intorno ai 268 milioni di euro.

La domanda che gli albergatori si pongono è: dove vengono destinati questi introiti? Vengono usati solo per rimpinguare le casse comunali? Utilizzati per riammodernare le infrastrutture? Per organizzare eventi? Considerate che ad oggi siamo intorno ai 500 Comuni che hanno adottato l’imposta di soggiorno (compresa una piccola % che applica l’imposta di sbarco) con un gettito complessivo pari a 175 milioni relativi alla raccolta del 2012 e una stima per il 2013 che si aggira intorno ai 268 milioni di euro.

Ai sensi del comma 1 dell’articolo 4 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 “il gettito dell’imposta di soggiorno è destinato a finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché dei relativi servizi pubblici locali”.

L’interpretazione è quindi molto libera, estensiva, generica e non potrà accontentare tutti gli attori che ruotano attorno al turismo. Si spera solo che ogni Comune dichiarerà la modalità di utilizzo dell’imposta.

Una soluzione sicuramente innovativa ed efficace, circa l’utilizzo del gettito, è quella di fornire al turista la City Card a fronte del pagamento dell’imposta di soggiorno. Semplice no? Si chiede un contributo economico e si offre un servizio immediato, legato al suo soggiorno nella località turistica. Il turista quindi certamente attribuisce valore al suo pagamento e beneficia di un corrispettivo concreto e immediato per il suo esborso.

La City Card infatti permette al suo possessore di avere accesso a diversi servizi tra cui sconti e gratuità presso musei, attrazioni, esercizi convenzionati, ristoranti e altre attività del territorio. Esempi ne troviamo a Praiano (Campania) e a Salve, Melendugno, Otranto (Puglia). Rappresenta un buon strumento di marketing turistico territoriale.

Ovviamente l’albergatore rimane sempre il soggetto mero “esattore” dell’imposta, purtroppo, ma è comunque un passo avanti e il receptionist potrà almeno dire “ho il piacere di darle la nostra City Card che le permette di…” piuttosto che “lo so, guardi, non mi dica niente, è l’ennesima tassa sul turismo ecc ecc”.

In ogni caso, dato che almeno per ora l’abolizione dell’imposta di soggiorno sembra un miraggio, si spera che molti più Comuni adottino soluzioni simili legate  al miglioramento dell’esperienza del visitatore nella destinazione turistica.

Scritto da Marco Falomi 
Fonte dei dati: Osservatorio sulla fiscalità locale – Gennaio 2014 – Federalberghi – ISTA – Mercury

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