La Giunta comunale di Torino ha approvato la delibera che istituisce l’imposta di soggiorno per i turisti. I provvedimenti passeranno nelle prossime settimane all’esame del Consiglio per il via libera definitiva.
L’applicazione dell’imposta di soggiorno scatterà il 1° marzo e, secondo le stime di Palazzo civico, nel 2012 dovrebbe portare nelle casse comunali all’incirca 5 milioni di euro. Serviranno a finanziare servizi, eventi e iniziative finalizzate a mantenere alto il livello di attrattività e la domanda turistica nel capoluogo piemontese.
“L’Amministrazione comunale – hanno sottolineano gli assessori al Bilancio e alla Cultura e Turismo, Passoni e Braccialarghe - si è impegnata con le associazioni degli albergatori a dare vita a un comitato che si occupi di studiare e proporre come investire quanto ricavato dall’imposta. Palazzo civico svolgerà anche attività di informazione nei confronti dei turisti e cercherà soluzioni che facilitino la riscossione dell’imposta da parte dei gestori delle strutture recettive e, allo stesso tempo,modalità di pagamento che evitino ogni forma di disagio ai loro clienti"
LA STAMPA.IT - 17/01/12http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/438704/
Turismo, punto e a capo: con un nuovo governo e soprattutto un nuovo ministro del Turismo, l’Osservatorio Parlamentare per il Turismo intende individuare tempestivamente i passaggi-chiave per un’effettiva crescita del settore, e per farlo ha organizzato per mercoledì 25 gennaio nella Sala delle Colonne-Camera dei Deputati un forum su “Politiche per la crescita del turismo” con la partecipazione del ministro del Turismo, Piero Gnudi, e di gran parte delle associazioni di categoria.
Quasi a dettare un’agenda di lavori, i vertici dell’Osservatorio, presieduto da Pierluigi Mantini hanno individuato alcuni punti prioritari per un’efficace azione di rilancio. A partire dall’equità contributiva, dal momento che le stime di evasione in Italia nel settore turistico sono valutate in oltre 35 miliardi di euro di fatturato: la tracciabilità dei movimenti è quindi un’azione da assumere immediatamente superando lo strumento del redditometro che si rivela inefficace.
Occorre anche allargare la base imponibile nel settore del turismo e recuperare fasce di evasione uniformando l’applicazione delle imposte dirette e indirette per tutte le attività ricettive, convenzionali e non (agriturismo, bed & breakfast, ospitalità a pagamento senza fine di lucro, etc.).
Un fondo di garanzia per consumatori e imprese
Altra possibile azione è la rimodulazione della tassa comunale sui diritti d’imbarco al fine di istituire un Fondo di garanzia da destinare alla tutela dei consumatori e delle imprese nei casi di insolvenza, fallimento o sospensione partenze e rientri forzati in presenza di “sconsiglio” del ministero degli Esteri.
Si suggeriscono poi azioni efficaci contro un certo malcostume: le imprese turistiche che, in base ai controlli effettuati, risultino non aver rilasciato regolare documentazione fiscale dovranno essere sanzionate con la chiusura immediata dell’attività per un periodo non inferiore a un mese e con la perdita della licenza in caso di reiterazione del reato.
Secondo l’Osservatorio Parlamentare, poi, la tassa di soggiorno istituita con il recente Decreto sul Federalismo andrebbe forse sostituita con una addizionale Iva locale pari allo 0,75% da applicarsi a tutte le prestazioni fornite dalle “imprese turistiche” così come identificate dal decreto “Italia e Turismo” firmato a suo tempo dal ministro Brambilla (ristoranti, hotel, musei, etc). Questa misura assicurerebbe una maggiore semplificazione nella riscossione, un gettito pari a 1,5 volte quello attuale, una più marcata equità contributiva tra i vari soggetti che beneficiano dei flussi turistici nei vari territori, favorendo la competitività Paese.
La destinazione del gettito della tassa di soggiorno
L’Osservatorio sollecita anche l’emanazione di un decreto di indirizzo sulla destinazione del gettito derivante dalla tassa di soggiorno: il 75% del gettito va dedicato agli investimenti per migliorare la fruibilità e l’accessibilità del territorio per i turisti, il restante 25% alla riduzione delle tariffe per i residenti per i servizi di pubblica utilità come la nettezza urbana.
Sul versante della riduzione di spesa e aumento della produttività, l’Osservatorio ipotizza la dotazione per ogni Regione di un solo ente di promozione turistica con conseguente immediata soppressione di tutti gli enti e istituti a livello intermedio e territoriali. L’Enit dovrà poi restare l’unico ente di promozione nazionale, vanno soppressi/liquidati tutti gli enti pubblici o Spa con funzioni analoghe.
Nell’agenda di azioni dell’Osservatorio c’è poi la richiesta di una significativa riduzione dei costi delle CCIAA attraverso riduzione numerica dei consiglieri camerali e dei componenti delle giunte, azzerando i compensi a tutti i consiglieri camerali e delle aziende speciali e riducendo in modo corrispondente i costi per le imprese legati a diritti e contributi camerali.
Occorrerebbe anche riorganizzare i calendari scolastici nazionali in un’ottica di destagionalizzazione, portandoli in linea con quelli europei, iniziando già dall’anno scolastico 2011/2012 al fine di allungare di una settimana le vacanze di Pasqua e di Natale accorciando in modo corrispondente la chiusura estiva.
E per un sostegno alla destagionalizzazione vanno previsti incentivazioni contributivo/fiscali per le proroghe di contratti di lavoro a tempo determinato di durata iniziale pari ad almeno quattro mesi, stipulati per lo svolgimento delle attività stagionali come identificate nella contrattazione collettiva del settore turistico.
Abbassare l’aliquota Iva per il turismo
Al fine poi di scongiurare il calo dei consumi, è necessario abbassare l’aliquota ridotta per il turismo dal 10% al 9% per un periodo concordato di tre anni a partire dal 1° gennaio 2012. Un abbassamento dell’Iva per il turismo porterebbe il nostro Paese più in linea con le aliquote dei nostri due maggiori competitor europei, Francia e Spagna (rispettivamente 5,5% e 8%) con un conseguente aumento delle presenze nel nostro Paese e compensando la riduzione dell’aliquota in termini di gettito per l’erario.
Tra gli ultimi punti, ma non certo meno importanti degli altri, l’Osservatorio pone l’accento sulla sentenza della Corte di Cassazione del 19 agosto (n. 17399/11) che equipara l’attività ricettiva svolta dagli Enti religiosi a quella propria delle imprese alberghiere. Questa novità, che il sistema turismo italiano chiede da tempo, rende necessaria una modifica del sistema fiscale in vigore. Gli Enti religiosi che forniscono servizi di alloggio a pagamento dovranno essere assoggettati alle ordinarie aliquote fiscali e versare i contributi previsti per le normali imprese ricettive. Gli edifici di proprietà di Enti religiosi che svolgono attività turistico-ricettiva dovranno dunque essere assoggettati al pagamento dell’imposta comunale sugli immobili per garantire una concorrenza leale con gli altri operatori del settore e l’ampliamento della base imponibile di riferimento della tassa medesima, con evidenti ricadute positive per l’erario.
Il comparto alberghiero italiano chiude il 2011 con numeri in aumento. Da gennaio a dicembre, secondo il Check turismo di Federalberghi, le presenze registrano un incremento del 2,3%, con un +0,3% degli italiani e un +5,3% degli stranieri. La competitività del settore, inoltre, è confermata da un aumento delle tariffe dell'1,8%, nonostante l'Istat indichi, per il 2011, un'inflazione del 2,8%. Giugno è stato il mese migliore con +8,7% di presenze rispetto allo stesso mese del 2010. Maggio, invece, è stato il mese più negativo: -5,1% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. "Nel decennio 2000-2010 - commenta Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi - l'occupazione nel turismo è cresciuta, come sostenuto dalla Banca d'Italia, del 28,9% a fronte di un calo del 7,8% degli addetti nell'industria".
Dopo oltre tre anni è stata sgominata una banda di criminali informatici, di origine rumena, responsabile di numerose frodi ai danni dei clienti dei punti vendita della catena di ristoranti Subway, negli Stati Uniti. La tecnica utilizzata consisteva nello sgraffignare i dati delle carte di credito inserite nei lettori Point-Of-Sale (i famosi POS) di circa 150 ristoranti facenti parte, appunto, della Subway a stelle e strisce. Oltre 80000 le vittime a essere cascate nel tranello, e per una volta viene difficile dare loro una colpa, visto che questo genere di truffa non è difficilmente individuabile. La colpa, semmai, è degli esercenti. Il principio di base è che anche un POS, dopotutto, ha bisogno di Internet per funzionare. E per farlo utilizza delle “porte”, cioè delle connessioni tra il suo software interno e il web, al quale trasmette, di volta in volta, i dati dei clienti. Di solito la trasmissione di queste informazioni è protetta da un sistema di autorizzazione piuttosto efficace, messo a punto dal PCI Security Standard Council. Tuttavia, i dispositivi colpiti dalla frode non includevano questo genere di protezione e, al contrario, erano dotati di un componente software che agevolava il lavoro dei criminali. Questo perché gli esercizi commerciali, che non hanno la necessità di conservare i dati delle carte di credito come avviene, per esempio, per i servizi online, non sono obbligati a seguire determinate procedure di sicurezza. Così si punta all’acquisto di sistemi POS, e relativi software, di scarsa qualità, spesso privi dei più elementari sistemi di protezione.
per ulteriori informazioni:
http://blog.wired.it/hackinsider/2011/12/29/megatruffa-in-salsa-pos.html
Il convegno si terrà ad Assisi presso la sala della Conciliazione ed i lavori avranno inizio alle ore 10.00
Durante il convegno si darà ampio spazio a tematiche divenute ormai imprescindibili per una gestione proficua di una struttura ristorativa.
Per sopravvivere, la ristorazione del futuro dovrà implementare le seguenti strategie:
Nuovi canali distributivi
Social networking e web 2.0
Comunicazione e marketing non convenzionale
Lo chef diventa manager
Durante il convegno verranno presentati Tavoloso, innovativo servizio di prenotazione online per la ristorazione italiana e la nuova edizione della guida enogastronomica Golagustando.
Per dare le giuste risposte a domande complesse ed importanti, parteciperanno nomi eccellenti della ristorazione moderna:
- Marco Marucelli, giornalista enogastronomico curatore di Golagustando
- Marco Falomi, consulente e area manager di Tavoloso
- Daniele Pintaudi, direttore commerciale gruppo Bianconi Ospitalità.
- Paolo Desinano, docente - ricercatore CST di Assisi
- Angelo Franchini, chef internazionale in rappresentanza dell’Università dei Sapori di Perugia
- Alessia Uccellini, chef Ristorante Fiorentino Sansepolcro
I lavori saranno aperti dal Sindaco di Assisi, Dott. Claudio Ricci
Modererà il dibattito Cino Wang Platania, consulente di Guerrilla Marketing per hotel e ristoranti